Normativa

Notizie brevi
(24/8/2017) Vaccinazioni: in Toscana, le famiglie in regola non dovranno produrre alcuna documentazione
  In Toscana è stato siglato questa mattina un accordo che prevede che le scuole trasmettano gli elenchi degli iscritti alle Asl, che verificheranno la situazione vaccinale di ogni bambino e si attiveranno con i familiari per l'eventuale regolarizzazione. L'accordo è stato siglato oggi nella sede dell'Ufficio scolastico regionale, tra le tre aziende sanitarie toscane (centro, nord est e sud ovest), l'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Toscana, e l'Ufficio scolastico regionale. A firmare, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Toscana Domenico Petruzzo, i direttori dei Dipartimenti della prevenzione di ogni azienda (Renzo Berti per Toscana centro, Ida Aragona per Toscana nord ovest, Paolo Madrucci per Toscana sud est), e, per l'Anci, la delegata del presidente Donatella Fantozzi. In considerazione del fatto che l'articolo 3 della legge nazionale del 31 luglio scorso con le disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale prevede la possibilità di adottare una procedura semplificata; che l'Ufficio scolastico regionale è in grado di trasmettere gli elenchi degli alunni, e altrettanto può fare l'Anci per i bambini iscritti agli asili nido; e che le tre aziende sanitarie toscane, una volta acquisiti gli elenchi, sono in grado di verificare gli adempimenti vaccinali, l'accordo siglato oggi stabilisce che: - gli istituti scolastici e i servizi educativi provvederanno alla trasmissione degli elenchi degli iscritti alle Asl competenti per territorio entro il 31 agosto 2017; - la Asl provvederà alla verifica della situazione vaccinale di ogni iscritto e si attiverà, contattando i familiari, per coloro che risulteranno non in regola, al fine della loro regolarizzazione; - alla fine di questo percorso, la Asl comunicherà alle strutture scolastiche ed educative interessate i nominativi dei bambini non in regola, per le successive determinazioni del caso. Nelle more degli accertamenti - si chiarisce nell'accordo - la frequenza di tutti gli iscritti prosegue secondo le consuete modalità. Dell'accordo siglato oggi è stata inviata comunicazione al Garante della privacy. E' previsto che il Garante si esprimerà con la massima urgenza, entro la fine di agosto, vista l'importanza della questione (di norma il Garante risponde in 45 giorni).
(22/8/2017) Scuole superiori di 4 anni e obbligo fino a 18 per tutti?
  Com'è annunciato da tempo, dal 2018/2019 prenderà avvio la sperimentazione nazionale del "diploma in quattro anni" (anziché cinque). La sperimentazione coinvolgerà 100 prime classi di licei e istituti tecnici e nel 2023 potranno essere valutati i risultati. Al congresso di Comunione e Liberazione di Rimini, questa mattina la Ministra Fedeli ha aggiunto che una prospettiva possibile è quella di arrivare ad accorciare di un anno il percorso scolastico, pensando a "una più complessiva riforma dell’ordinamento per migliorare la qualità dei percorsi didattici interni" e in quest’ottica, contestualmente, portare l’obbligo scolastico fino a 18 anni. Ha detto la Ministra: "Si dovrebbe fare una rivisitazione dei cicli che valorizzi il sapere e le nuove competenze. Io sarei per innalzare l’obbligo scolastico a 18 anni perché un’economia come la nostra, che vuole davvero puntare su crescita e benessere, deve mirare alla conoscenza, come peraltro chiede l’Agenda Onu 2030 sottoscritta anche dall'Italia. E quindi, se questo è l’obiettivo è necessario anche sapere che il percorso educativo e formativo, che non smette mai nel corso della vita, ha comunque bisogno di avere una più larga partecipazione possibile, almeno, appunto, fino a 18 anni, per percorsi anche differenziati come licei, istituti tecnici, professionali".
(17/8/2017) Ecco la circolare Miur sui vaccini
  Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha inviato oggi alle scuole la circolare che contiene le prime indicazioni operative per l'attuazione del decreto-legge n.73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 119 del 31 luglio 2017, in materia di prevenzione vaccinale. Per l'anno scolastico 2017/2018 e per il 2018/2019 valgono le modalità transitorie stabilite dalla legge, che potranno essere eventualmente semplificate in base ad accordi tra gli Uffici Scolastici Regionali e le Regioni, tramite le ASL, ciò al fine di agevolare le famiglie e le scuole. Alcune Regioni stanno infatti predisponendo azioni specifiche per semplificare la documentazione che le famiglie dovranno consegnare alle scuole sino all'anno 2018/2019 (dal 2019/2020 si passa alla semplificazione definita dalla legge). La legge, come è noto, estende a 10 le vaccinazioni obbligatorie e gratuite per tutte le alunne e gli alunni di età compresa tra zero e 16 anni. All'obbligo si adempie secondo le indicazioni contenute nel calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita. Il calendario vaccinale è reperibile al link fornito dal Ministero della Salute: www.salute.gov.it/vaccini. Le scuole hanno il compito di acquisire la documentazione relativa all'obbligo vaccinale e devono segnalare alla ASL territoriale di competenza l'eventuale mancata presentazione di questa documentazione. Per comprovare l'effettuazione delle vaccinazioni potrà essere presentata una dichiarazione sostituiva. In caso di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni, potranno essere presentati uno o più documenti, rilasciati dalle autorità sanitarie competenti (vedere la circolare in allegato). Per l'anno scolastico 2017/2018, la documentazione dovrà essere presentata alle scuole entro il 10 settembre 2017 per le bambine e i bambini della scuola dell'infanzia e delle sezioni primavera (comprese le scuole private non paritarie), ed entro il 31 ottobre 2017 per tutti gli altri gradi di istruzione. Entro 10 giorni da queste scadenze il dirigente scolastico sarà tenuto a segnalare alla ASL territorialmente competente l'eventuale mancata consegna della documentazione da parte dei genitori. La documentazione dovrà essere acquisita anche per le alunne e gli alunni che già sono iscritte e iscritti e frequentano l'istituzione scolastica. Chi ha presentato una dichiarazione sostitutiva, dovrà presentare la documentazione comprovante l'avvenuta vaccinazione entro il 10 marzo 2018. Per le scuole dell'infanzia e le sezioni primavera la consegna della documentazione vaccinale entro il 10 settembre 2017 è requisito di accesso.
(16/8/2017) Vaccini, Decaro (Anci): "La verifica tocca alle Asl non alle scuole"
  "E' necessario definire una procedura standard. Non può scaricarsi sulle spalle del personale delle istituzioni scolastiche comunali o su quelle dei genitori, già gravate da molti pesi, il compito di raccogliere autocertificazioni e certificazioni che peraltro chi riceve non è in grado di valutare. La strada per l'applicazione della legge sui vaccini obbligatoria può essere molto più semplice, si tratta solo di tracciarla: le scuole forniscono gli elenchi degli iscritti, le Asl verificano che quei bambini siano stati sottoposti alle vaccinazioni". Lo dichiara il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. "Sarebbe sufficiente - spiega Decaro - consentire di anticipare il regime previsto a partire dal 2019, che è basato sullo scambio di dati tra le amministrazioni". In questa fase transitoria, infatti, la produzione di autocertificazioni, entro il 10 settembre e delle certificazioni entro il 10 marzo, è a carico delle famiglie. E al personale comunale degli asili nido e delle scuole dell'infanzia toccherebbe una valutazione per la quale non è qualificato. "L'Anci - continua Decaro - è al lavoro per redigere un protocollo da condividere con i ministeri della Salute e dell'Istruzione e con la Conferenza delle Regioni. Abbiamo chiesto in più sedi, presentando emendamenti e poi sollecitando la circolare al ministero della Salute, di consentire una modalità più agevole per il controllo della regolarità vaccinale dei bambini e delle bambine che devono entrare a scuola. Il regime transitorio, infatti, oltre a causare disagi alle famiglie ne produce anche per le scuole e i Comuni perché comporta la ricezione di materiale cartaceo da parte di personale non competente alla sua valutazione. Lo scambio di dati tra le amministrazioni risolverebbe il problema. I tempi sono stretti rischiamo di ritrovarci il 10 settembre con le famiglie in coda prima agli sportelli delle Asl e poi davanti alle scuole con segretari e dirigenti scolastici alle prese con l'interpretazione delle certificazioni". [comunicato Anci]
(11/8/2017) Schema di DM che stanza 321 milioni per l'edilizia scolastica di province e città metropolitane
  Nella seduta della Conferenza unificata del 3 agosto è stato approvato lo schema di Decreto del Ministero dell’Istruzione per la ripartizione delle risorse di cui all’art. 25 DL 50/2017 relativo ad interventi di edilizia scolastica. Si tratta di 321 milioni e 100 mila euro destinati al finanziamento di interventi di edilizia scolastica di Province e Città metropolitane. Sono state approvate anche la ripartizione regionale e l’individuazione dei circa 300 interventi finanziati. Il testo definitivo non è ancora noto in quanto lo schema di decreto come giunto in Conferenza ha poi subito alcune modifiche e la correzione di alcuni errori materiali. (per consultare il testo non corretto http://www.upinet.it/docs/contenuti/2017/08/elenchi%20progetti%20finanziati.pdf) Il decreto è adesso in fase di registrazione alla Corte dei Conti.
(7/8/2017) In arrivo 238 milioni di mutui BEI per l'edilizia scolastica di ogni ordine e grado
  Sarà pubblicato nei prossimi giorni, sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto interministeriale 6 giugno 2017, n. 390, con il quale vengono ripartite le somme e sono individuati gli interventi finanziati, relativamente all'annualità 2016, nell'ambito della programmazione unica nazionale dell'edilizia scolastica per il triennio 2015/2017. Si tratta di 289 mln dei quali, al netto del costo del mutuo BEI, 238 mln potranno essere utilizzati per la realizzazione di oltre 300 interventi su altrettanti edifici distribuiti in tutto il Paese, finanziate dallo Stato, a fondo perduto. Gli enti beneficiari dei trasferimenti dovranno porre particolare attenzione alla disposizione, contenuta nel decreto, secondo la quale "possono procedere alla stipula dei contratti di appalto e all'esecuzione dei lavori i soli enti locali rientranti nel piano annuale 2016 di cui agli allegati elenchi (da A a U) che aggiudichino i lavori entro 180 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto in Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana o che abbiano aggiudicato gli stessi o stipulato i relativi contratti di appalto entro i termini già fissati con i citati decreti interministeriali del 3 giugno 2016, n. 11418, e del 30 dicembre 2016, mentre gli enti locali i cui interventi sono contenuti nel piano 2017 possono procedere alla stipula dei contratti di appalto solo in seguito alla conferma dei medesimi piani da parte delle Regioni approvata con successivo decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca". Il testo è consultabile su http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/20170606%20DM%20390%20mutui%20BEI%202016.pdf
(1/8/2017) Calendario scolastico a.s. 2017/2018
  Come ogni anno, il Miur ha pubblicato ordinanza riguardante il calendario delle festività e degli esami per l’anno scolastico successivo. Si veda allegato.
[Vedi il documento 2017/0801om__00533_.pdf]  342Kb
(21/7/2017) Comuni preoccupati per il decreto vaccini
  “I Comuni sono fortemente in difficoltà e preoccupati per la conversione in legge del decreto sui vaccini. Il regime per l'anno 2017-2018 grava, per gli adempimenti amministrativi, unicamente sulle spalle degli enti locali”: così la vice sindaca di Firenze e presidente della Commissione Istruzione, Politiche educative ed Edilizia scolastica dell'Anci, Cristina Giachi, a seguito del via libera dato ieri dal Senato al decreto vaccini che ora passerà all'esame della Camera. “Chiediamo aiuto alle Regioni e ai ministeri per poter supportare i Comuni nello svolgimento delle operazioni di raccolta e trasmissione delle certificazioni - ha aggiunto Giachi - per le città grandi si tratta di verificare migliaia di certificati in pochi giorni quando le Asl dispongono già dell'anagrafe vaccinale e quindi dei dati necessari ad applicare la legge”. “Riconosciamo tutto il valore di questo provvedimento e lo riteniamo necessario - precisa - ma non possono essere sempre e soltanto gli Enti locali, fortemente gravati in questi anni dalle restrizioni sulla possibilità di assumere personale, a sopperire alle complessità amministrative che le leggi, seppur necessarie, impongono. Ci sembra non attuabile il dato normativo che impone di allontanare dalla scuola coloro che a marzo si rivelassero non in regola con le certificazioni”. E conclude: "Abbiamo chiesto in tutte le sedi di emendare il provvedimento tenendo presenti queste esigenze, ma ad oggi le richieste dei Comuni non sono state ascoltate”
(27/6/2017) Nuovo termine per i fondi Kyoto
  E’ stata prorogata al 30 giugno 2018 la scadenza per la presentazione delle domande per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici scolastici. I finanziamenti agevolati, a valere sulle risorse del “Fondo rotativo di Kyoto”, sono destinati a progetti di riqualificazione energetica degli edifici scolastici di ogni ordine e grado, dagli asili alle università. Il Fondo consente di finanziare anche opere di adeguamento alla normativa antisismica, fino ad un massimo del 50% del valore del progetto. Il decreto di proroga, firmato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, è online sul sito del Ministero e a breve verrà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.
(26/5/2017) Il pasto domestico bocciato dal tribunale di Napoli
  Il tribunale di Napoli si è espresso contro la possibilità di portare il pasto da casa per la refezione a scuola «ritenendo che al diritto alla libertà di scelta individuale del genitore vadano contrapposti altri diritti fondamentali della collettività, anch'essi di rango costituzionale, come il diritto all'uguaglianza e alla salute e la partecipazione a una comunità sociale, quale appunto quella scolastica». È quanto fa sapere l'assessore all'Istruzione del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri. Il tribunale, come spiegano da Palazzo San Giacomo, ha rigettato il ricorso di urgenza presentato dalla mamma di un alunno di una scuola cittadina che aveva sostenuto la scelta di poter sostituire la refezione scolastica con un pasto portato da casa. «Il giudice, dando ragione alla scuola non solo ha respinto l'urgenza della richiesta, ma ha anche ritenuto, come da sempre sostenuto da questa Amministrazione, che la valenza educativa della refezione non possa essere contestata e soprattutto che la fruizione collettiva dello stesso pasto sia ispirata ai principi di uguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione, che è il valore a cui tutti noi ci riferiamo ogni giorno», aggiunge l'assessore
(25/5/2017) Saranno certificate le mense scolastiche biologiche
  Arrivano le mense biologiche certificate nelle scuole italiane. Dagli asili nido, alle scuole dell’infanzia, dalle scuole primarie alle secondarie di primo e secondo grado. Saranno introdotte grazie a un emendamento alla manovrina presentato dal Governo, promosso dal ministro Maurizio Martina e condiviso con i ministri Fedeli, Lorenzin e la sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi. L’obiettivo è la promozione e la diffusione dell'utilizzo di prodotti biologici nell’ambito dei servizi di ristorazione scolastica. A questo scopo viene creato un Fondo, gestito dal ministero delle Politiche agricole, da 44 milioni di euro per ridurre i costi a carico degli studenti e realizzare iniziative di informazione e promozione nelle scuole. “Per la prima volta avremo mense scolastiche biologiche certificate. Un risultato importante che si inserisce nella nostra strategia - sostiene il ministro Martina- per promuovere modelli agroalimentari più sostenibili e garantire ai nostri figli un’alimentazione più sana anche nelle scuole'. "Il fondo che abbiamo previsto - continua Martina- sarà utile proprio a rendere più accessibili i servizi e a proseguire le azioni di educazione alimentare che abbiamo iniziato con Expo Milano". L’Italia è leader del settore biologico in Europa, con più 60mila operatori e 1,5 milioni di ettari coltivati. "Con questo provvedimento dimostriamo ancora una volta di essere all’avanguardia e di rappresentare un laboratorio di buone pratiche da condividere a livello internazionale” conclude Martina. (ADNKRONOS 25.05.2017)
(17/5/2017) In vigore dal 31 maggio 2017 i decreti della legge 107/2015
  Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale numero 112 di ieri 16 maggio 2017, i decreti attuativi della Buona scuola. Entreranno in vigore il 30 maggio prossimo.------------ Ecco gli argomenti degli otto decreti: ---------- Dlgs n. 59, Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107 ---------- Dlgs 60 , Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera g), della legge 13 luglio 2015, n. 107 ---------- Dlgs 61 , Revisione dei percorsi dell'istruzione professionale nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell'istruzione e formazione professionale, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera d), della legge 13 luglio 2015, n. 107 ---------- Dlgs 62 , Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107 ---------- Dlgs n. 63 , Effettività del diritto allo studio attraverso la definizione delle prestazioni, in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio e ai servizi strumentali, nonché potenziamento della carta dello studente, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera f), della legge 13 luglio 2015, n. 107 ---------- Dlgs n. 64, Disciplina della scuola italiana all'estero, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera h), della legge 13 luglio 2015, n. 107 ---------- Dlgs 65 , Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107 ---------- Dlgs 66 , Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107.
(6/4/2017) Finanziamenti per potenziare l'Alternanza scuola-lavoro
  Sono stati stanziati 140 milioni di euro per potenziare l'Alternanza scuola-lavoro, con l'obiettivo di garantire a studentesse e studenti un numero sempre maggiore di opportunità e la partecipazione a percorsi di qualità. Il bando sull'Alternanza è l'ottavo avviso pubblicato dal Miur nell'ambito del Piano in 10 azioni per una scuola più aperta, inclusiva, innovativa lanciato a gennaio dalla Ministra Valeria Fedeli. "L'Alternanza - afferma la Ministra Fedeli - è un elemento di qualificazione della didattica e del percorso formativo delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. E vogliamo che lo sia sempre di più. I 140 milioni che stanziamo vanno esattamente in questa direzione, offrendo a studentesse e studenti nuove possibilità. L'Alternanza amplia l'offerta curriculare e promuove esperienze innovative. È un pezzo importante anche dell'orientamento". Per queste ragioni, l'avviso promuove la nascita di progetti innovativi di Alternanza che valorizzino non solo l'esperienza delle studentesse e degli studenti, ma anche il collegamento con il territorio. Le attività saranno realizzate nell'anno scolastico 2017/2018. I progetti si potranno presentare dalle ore 10.00 del 26 aprile 2017 alle ore 15.00 del 20 giugno 2017. Il bando e tutti i documenti sono pubblicati sul sito del Miur
(10/3/2017) Indicazioni Miur sul "pasto domestico" nella scuola
  Il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, con nota 9 marzo 2017, n. 4979, ha fornito indicazioni ai Dirigenti Scolastici sul consumo a scuola del pasto domestico, informando contemporaneamente di aver dato mandato all'ufficio legislativo di porre in essere tutte le iniziative necessarie a presentare ulteriori ricorsi contro le sentenze dei Tribunali che hanno riconosciuto tale diritto. Il Ministero ha informato di aver avviato un confronto tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti, al fine di individuare, nelle more della definizione dei giudizi pendenti, possibili linee di condotta uniformi su tutto il territorio nazionale e ha comunicato che è in via di costituzione, presso il Ministero della Salute un tavolo tecnico che dovrà procedere, ai sensi dell'art. 144, c. 2, del d.lgs. 50/2016, all'aggiornamento delle Linee guida sulla ristorazione scolastica, anche con lo scopo di fornire ulteriore supporto alle scuole e agli enti locali. Quanto alle indicazioni relative al consumo a scuola del pasto domestico, il Ministero afferma che saranno le scuole a valutare e adottare le soluzione più idonee a far consumare agli alunni il pasto domestico, assicurando la tutela delle condizioni igienico-sanitarie e il diritto alla salute. In particolare, indica ai dirigenti scolastici che la scuola dovrà operare affinché sia evitata la possibilità di scambio di alimenti, al fine di evitare eventuali contaminazioni, adottando misure analoghe a quelle utilizzate nei casi di consumo di diete speciali. Il Ministero, infine, suggerisce alle scuole di chiedere il supporto del Servizio d’Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, operante presso le ASL, e raccomanda agli Uffici Scolastici Regionali di mantenere rapporti costanti con le scuole, per evitare che ci si discosti dalle pronunce della Magistratura, e di favorire l’interlocuzione delle scuole con le famiglie e la collaborazione con gli enti locali che garantiscono l’erogazione della mensa agli iscritti al servizio. L’Anci, che ha più volte affermato di ritenere che il consumo collettivo dei pasti forniti dal servizio di refezione scolastica rappresenti un momento fondamentale di aggregazione, di crescita pedagogica e di corretta educazione alimentare, auspica che al più presto si avvii il gruppo di lavoro interistituzionale, presso il Ministero della Salute.
(24/2/2017) Taglio del 70% ai fondi per i libri di testo
  L'Intesa tra governo e Regioni del 23 febbraio scorso, in attuazione della legge di Bilancio, riduce di 485 milioni i trasferimenti complessivi alle Regioni. Almeno la metà dei tagli decisi è relativa ai servizi per le persone disabili e gli anziani non autosufficienti. Sono stati tagliati anche i fondi per i libri di testo, il cui stanziamento di bilancio è stato ridotto da 103 milioni a 32.981.794,80 euro. In questi stessi giorni si sono svolti gli incontri per la definizione del nuovo decreto sul diritto allo studio e in quest'occasione i Comuni, tramite la loro associazione, l'Anci, hanno richiesto il ripristino delle risorse.
(14/1/2017) Approvati otto decreti attuativi della "buona scuola"
  Primo via libera, oggi in Consiglio dei ministri, a otto delle nove deleghe della legge Buona Scuola. decreti delegati approvati sono relatici a inclusione scolastica; cultura umanistica; diritto allo studio; formazione iniziale e accesso all'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado; istruzione professionale; scuole italiane all'estero; sistema integrato di istruzione dalla nascita fino a sei anni; valutazione, certificazione delle competenze ed Esami di Stato. L'unico decreto delegato non approvato è quello che avrebbe dovuto licenziare il nuovo Testo Unico in materia di istruzione. La ministra Fedeli ha definito le deleghe “una delle parti più innovative della Buona Scuola”. I provvedimenti vanno ora in Conferenza Unificata per l’apposito parere (ma sarà sufficiente il parere?) e alle competenti Commissioni parlamentari. Le riforme non si fermano”, ha scritto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni su Twitter. Le norme sul "sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita sino a sei anni", ad esempio, “concorrono con le misure a sostegno della famiglia che abbiamo introdotto con la legge di bilancio a realizzare una politica organica per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, elemento importantissimo per sostenere la natalità”. Il sottosegretario Costa afferma che questo provvedimento “introduce, tra l’altro, servizi innovativi e flessibili (spazi gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare) e poli per l’infanzia, oltre a porre l’obiettivo ambizioso del 33 per cento dei bimbi sotto i tre anni che frequentino i nidi (oggi siamo poco al di sopra del 20 per cento). Sono tutti elementi che si inseriscono in una strategia complessiva di sostegno ai nuclei familiari che questo Governo porta avanti con profonda convinzione e coerenza”.
(11/1/2017) Nuovi fondi INAIL per l'edilizia scolastica
  11 gennaio 2017 E’ stato pubblicato sul sito della SMED (struttura di missione per l’edilizia scolastica italiasicura.governo.it) l’Avviso rivolto alle regioni per la raccolta delle disponibilità a partecipare alle procedure per la costruzione di nuovi edifici scolastici valutabili nell'ambito dei piani di investimento dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), ai sensi dell’articolo 1, comma 85, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017). Per il momento, entro il 20 gennaio, si tratto solo di raccogliere, a livello centrale, le manifestazioni d’interesse delle regioni che dovranno farsi carico di pagare i canoni delle scuole acquistate dall’INAIL e locate dagli enti locali. L’Avviso specifica che si devono candidare “aree territoriali idonee a ospitare nuovi edifici scolastici innovativi dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, caratterizzati dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimenti e dall’apertura al territorio”. Le aree devono essere “nella piena disponibilità dell’ente locale, già completa di tutti i servizi, urbanisticamente consona all’edificazione, libera da vincoli, contenziosi e quant’altro possa risultare motivo di impedimento o di ostacolo all’edificazione”. Dal punto di vista della progettazione sarà sufficiente uno studio di realizzabilità, in quanto le procedure per gli affidamenti delle progettazioni di fattibilità, definitiva e esecutiva saranno indicate dalle regioni, anche attraverso concorsi.
(2/1/2017) Milleproroghe: ma per la buona scuola c'è sempre la conversione
  Nessuna delega è stata inserita nel decreto legge "milleproroghe" per posticipare la scadenza del 15 gennaio prossimo per l'adozione dei decreti delegati. L’idea della nuova ministra, però, sarebbe quella di utilizzare la legge di conversione (del decreto Milleproroghe) che a giorni attiverà in Parlamento per inserire una norma che allunghi la scadenza fissata dalla riforma Renzi-Giannini. Si parla di due o tre mesi, ma per conoscere se la proroga vi sarà veramente e per quanto tempo, bisognerà attendere la disposizione di legge.
(29/12/2016) Milleproroghe: sì all'edilizia scolastica; no alla buona scuola
  Il decreto legge ‘milleproroghe’, approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 dicembre, all’art. 4, comma 2, ha stabilito che “Il termine di adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici scolastici ed i locali adibiti a scuola, per i quali, alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, non si sia ancora provveduto al predetto adeguamento, è prorogato al 31 dicembre 2017”. Si tratta di una delega molto attesa dagli enti locali che stanno operando per la messa a norma delle scuole. Non sono state invece prorogati, come da molte parti ci si attendeva, i termini per l’esercizio delle deleghe previsti dalla legge 107/15. Il termine ultimo per il varo dei decreti delegati rimane quindi il 15 gennaio 2017. Nonostante ciò la ministra Fedeli ha dichiarato di essere intenzionata a portare a termine compiutamente tutte le deleghe della “buona scuola”. A questo punto avrà soltanto la possibilità di avvalersi di quanto stabilito dal comma 182 della stessa 107/15, il quale prevede che “Se il termine previsto per l’espressione del parere da parte delle Commissioni parlamentari scade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l’esercizio della delega previsto al comma 180, o successivamente, quest’ultimo è prorogato di novanta giorni”. Certo è che i trenta giorni che precedono la scadenza del 15 gennaio prossimo non saranno sufficienti a licenziare i pareri richiesti, ma quel “successivamente” indicato nel dispositivo potrebbe salvare tutto, facendo diventare valido un nuovo termine ultimo per varare i decreti legislativi che potrebbe essere, dunque, quello del 15 aprile 2017. Il percorso non sarà facile perché dovrà essere considerato anche il tempo per il passaggio in Conferenza Unificata, per l’acquisizione non di un semplice parere, ma di una vera e propria intesa da definire in tale sede con le Regioni e gli Enti Locali.
(7/12/2016) Le deleghe della Buona Scuola saranno salvate dal "mille proroghe"?
  Scade a metà gennaio il termine ultimo per approvare i decreti legislativi delegati dalla legge conosciuta come Buona Scuola. I decreti da approvare sono nove e riguardano la creazione di un sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni, la formazione in ingresso dei docenti, il diritto allo studio, il riordino delle norme in materia di istruzione, la promozione dell'inclusione scolastica, le modalità di assunzione e formazione dei dirigenti scolastici, il sistema di valutazione degli alunni e l’esame di maturità. Ove approvati in tempo utile i decreti sarebbero entrati in funzione dal 2017-18. I ritardi sono stati tali da rendere impossibile, indipendentemente dal risultato referendario, il rispetto dei tempi previsti dalla norma. Ci sarebbe stata una sola possibilità per salvare tutta la delega: prevedere una consistente proroga dei termini all’interno del decreto legge “mille proroghe” previsto per la fine dell’anno. Ma adesso, con il risultato referendario, anche questa possibilità viene messa in discussione, in considerazione dell’inopportunità che decreti così importanti possano essere attuati da governi “tecnici” o “ponte”, come probabilmente sarà quello che sorgerà per occuparsi di riforma elettorale e poi per portare il paese a elezioni anticipate. Teoricamente, però, la proroga non è impossibile. Non rimane che attendere la fine di dicembre e leggere il “mille proroghe”.


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