Normativa
Collegi dei docenti contrari alla legge Gelmini
Pubblicato il 12 Ottobre 2008 (279 letto)
Iniziano a pervenire prese di posizione e ordini del giorno approvati dai collegi dei docenti degli istituti scolastici, in particolare di scuola primaria, che esprimono preoccupazioni e forti critiche ai provvedimenti adottati con i decreti legge che si susseguono sulla scuola. A seguire pubblichiamo la

MOZIONE DELIBERATA ALL’UNANIMITA’ DAL COLLEGIO DOCENTI DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO DI TORRI DI QUARTESOLO 2 - MAROLA - Vicenza

In riferimento all'articolo 4 del decreto legge 1° settembre 2008 n. 137, il Collegio dei Docenti dell'Istituto Comprensivo “Torri-2” di Torri di Q.lo (Vicenza) esprime le seguenti riflessioni sulle modifiche che riguardano la scuola primaria:

- Il superamento della figura del “maestro unico” è avvenuta quasi vent'anni fa, a seguito di un grande dibattito. E' stata una riforma largamente condivisa, risultato di un confronto serio e appassionato tra le varie componenti coinvolte nel processo educativo. Questa modalità, democratica e partecipativa, ha favorito il coinvolgimento dei Docenti, che in questi anni hanno sentito di impegnarsi per qualcosa in cui credevano.

- La divisione delle discipline consente a ciascun insegnante di aggiornarsi, di fare ricerca e di essere preparato maggiormente, molto più di quando un maestro “tuttologo” doveva insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei cinque anni.

- Il confronto con i colleghi permette di cogliere la complessità della realtà e di trovare strategie più efficaci in classi che diventano sempre più eterogenee e di fronte a bambini sempre più complessi. Anche rispetto ai genitori il gruppo docente può fornire un rapporto più ricco ed equilibrato.

- Le ore di compresenza, già pesantemente erose dalla necessità di coprire le supplenze, permettono una didattica di recupero e di arricchimento dell'offerta formativa. Sono inoltre una risorsa preziosa per le attività di alfabetizzazione con gli alunni stranieri.

- La riduzione del tempo scuola, decurtato di sei ore settimanali, non va incontro né alle esigenze dei genitori né al bisogno di qualità dell'insegnamento. Nell'ultima ricerca internazionale sulla scuola primaria (IEA-Pirls del 2006) l'Italia si è classificata settima nel mondo e seconda in Europa. Ma per mantenere questi risultati è indispensabile investire risorse e tempi adeguati.

Riteniamo che la decisione del Ministro Gelmini sia sbagliata nei contenuti e offensiva nelle modalità: sperpera tutte le competenze acquisite dagli insegnanti in questi anni, li ignora come risorsa umana, con un colpo di mano stravolge un sistema scolastico che funziona .

Al di là delle affermazioni, l'unico obiettivo della manovra sembra essere il risparmio economico. Ma la scuola è il futuro della nostra società, e nel futuro noi vogliamo credere e investire.
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