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Le Indicazioni per il curricolo, ovvero: fiorirà il
Pubblicato il 3 Marzo 2008 (316 letto)
Le Indicazioni per il curricolo, ovvero: fiorirà il pesco?

Come ormai siamo abituati tutti noi, operatori della scuola, viviamo nell’incertezza e nel cambiamento. Avremo sicuramente un nuovo Ministro. Avremo anche nuove indicazione o nuovi programmi? Sicuramente non nuovi programmi, dopo Lisbona tutta Europa si muove all’interno di una valorizzazione delle “autonomie scolastiche”, non solo, si prende atto da parte dei “decisori politici” che la società moderna velocemente consuma idee, proposte, progetti, mete, obiettivi, risultati e via dicendo. Il cambiamento è connaturato con il nostro vivere, dove, la società “liquida” cerca di consumare tutto e subito. Non si torna ai programmi “solidi” ma sicuramente si lavorerà su Indicazioni “liquide”( parafrasando i concetti di Barman). Avremmo nuove in dilazioni? Sicuramente si. Ricordo che con il DM. 90 si consegna le Indicazioni” Ceruti” alle scuole con la speranza di avere una parziale “riscrittura” entro due anni da parte di una commissione che recepisca le sperimentazioni realizzate dalle scuole. Conseguentemente vale la pena di insistere a ragionare sulle Indicazioni “ Ceruti”,di scommettere e di appassionarci, cercando tutti i punti positivi e mettendo in evidenza quelli negativi.
Come membro del Gruppo Operativo Nazionale della Cabina di Regia, in questi mesi ho girato l’Italia ed incontrato tanti insegnanti e dirigenti. L’ impressione che mi porto da questi incontri è che le Indicazioni non hanno diviso i docenti italiani in fazioni pro o contro: se ne discute, si trovano punti deboli, si chiedono miglioramenti, modifiche, aggiustamenti ma sono sentiti come rispettosi delle pratiche professionali e della storia degli insegnanti italiani. Tutto sommato l’accoglienza, diversamente da altre Indicazioni, è stata positiva, gli insegnanti si sono “trovati e ritrovati”nelle Indicazioni “Ceruti”, ha colpito l’idea guida di essere attori protagonisti per favorire lo sviluppo di un “nuovo umanesimo”.
L’ operazione, partita nel luglio 2007 con l’emanazione del D.M. 90, aveva un solo obiettivo: consegnare il materiale prodotto dalla commissione alle scuole affinché lo conoscesse e, in seconda istanza, le scuole sperimentassero la costruzione, anche parziale, di un curricolo di scuola condiviso.
Sono state fatte delle precise scelte:
- il testo fu stampato in un volumetto e inviato a tutti gli insegnanti attraverso la solita catena a cascata: USR da qui all’USP e finalmente alle scuole. Come al solito durante i v ari passaggi qualche volume si è perso e ho trovato realtà dove non tutti gli insegnanti avevano ricevuto il volume. L’ Italia è lunga e diversa: succede. Fu una buona scelta anche se criticata ( Italia Oggi usci con un articolo dicendo che il Ministero impiegava soldi per stampare un volume non utilizzando la tecnologia e risparmiando soldi. Ogni insegnante avrebbe potuto scaricarlo da internet). L’ obiettivo del Ministro e della commissione era di offrire a tutti l’insegnanti la giusta tranquillità di avere il testo tra le mani e analizzarlo, aggiungo io, gustarselo, con le modalità, luoghi e tempi scelti autonomamente dagli insegnanti. Ritengo sia stata una buona scelta.
- La commissione cessava di esistere. Ora la “palla” tornava al ministero per supportare gli insegnanti nello studio e soprattutto nella sperimentazione del curricolo, con l’obiettivo di avere delle informazioni dalle scuole per migliorare il prodotto, o meglio, avere alla fine dei due anni di sperimentazione del materiale per rielaborare le Indicazioni tenendo conto dei suggerimenti e delle modifiche chieste dalla scuola reale.
- Governare due anni di sperimentazione non è un’impresa facile. Prima di tutto occorreva rispettare l’autonomia delle scuole. Problema non semplice e conseguentemente non facile. Le scuole chiedono aiuto ma non è più possibile identificare il centro come somministratore della “vera” interpretazione. Le scuole chiedono formazione al Centro, ma oggi, la formazione è parte della contrattazione sindacale e ha dei tempi e delle procedure ben precise da rispettare garantendo sia i contratti nazionali, sia le contrattazioni locali. Sembra facile, ma non lo è, organizzare, proporre, indicare rispettando l’ autonomia.

- Con un decreto del Ministro e con un altro successivo del CapoDipartimento si è voluto costituire un gruppo a supporto delle scuole per seguirle ed essere d’aiuto in questi due anni di sperimentazione. Nasce così la Cabina di regia e il gruppo operativo nazionale. Per dare dei volti ai due organismi ne riporto la composizione: M.Ceruti, I. Fiorin, Dir. G.Cosentino, Dir. M. Dutto, D. Cristanini, L. Ceparrone, M. Riboldi, D.Previtali, A. Tognon.
- Facendo tesoro dell’esperienza legata alla stagione dell’ autonomia e del DPR. 275 si è voluto ricreare delle strutture di servizio e supporto alle scuole autonome invitando i Direttori generali a costituire nuclei regionali e provinciali a supporto della sperimentazione delle Indicazioni. L’ Invito ai Direttori generali Regionali era chiaro e preciso: attivare le risorse esperte nei territori locali scegliendo di costituire i gruppi regionali e provinciali con persone realmente in grado di essere ricchezza aggiuntiva per le scuole, persone di riconosciuta competenza , scelte con metodi trasparenti e dichiarati. Ma come ho già detto l’ Italia è lunga e diversificata e la composizione dei nuclei regionali e provinciali è stata effettuata, forse è giusto così, ma ho qualche dubbio, con modalità diverse tra regione e regione.
- Ogni direzione generale è stata invitata a segnalare alla Cabina di Regia un argomento legato alle Indicazioni , da approfondire attraverso dei seminari regionali nazionali. Cosa non facile da far partire. Prontamente sono stati messi a disposizione i finanziamenti da parte del Ministero. Per ben due volte la cabina di regia ha incontrato i direttori Generali regionali fornendo loro un “format” per realizzare i seminari di approfondimento. In sintesi, e andando alla sostanza, i seminari erano stati concepiti dalla cabina di regia come un momento “forte” di approfondimento sia delle discipline , sia di tematiche trasversali proposte dalle Indicazioni. I seminari strutturati in due giorni, due giorni e mezzo dovevano nella prima mezza giornata affrontare la problematica trattata con l’ aiuto di personalità di alto valore culturale e riconosciuti dal mondo scientifico come esperti degli argomenti trattati. Successivamente per un’ intera giornata gli invitati al seminario avrebbero affrontato la tematica in gruppi più ristretti, si concluderà con la restituzioni del lavoro dei gruppi con una plenaria. Chi sono gli invitati? Prendiamo un seminario già effettuato: il seminario nazionale sulla matematica tenutosi al Abano Terme. I nuclei provinciali e regionali individuano una persona esperta di tale disciplina ( uno per ogni provincia italiana) da inviare al Abano. L’ USR del veneto invita un rappresentante per ogni associazione professionale dei docenti e dei dirigenti della regione. L’ obiettivo e di avere poi degli esperti che siano risorsa per il territorio. Ma anche qui l’ Italia si dimostra che è lunga e diversa. Mi piacerebbe alla fine dei seminari verificare chi è stato mandato e perché. Non è detto che ai seminari dovessero partecipare solo e sempre i membri dei nuclei regionali o provinciali, anzi, se in un nucleo non c’è la competenza, per esempio sul disagio e sulle diverse abilità ( seminario regionale tenutosi in Puglia), a quel seminario si doveva mandare l’ insegnante o il dirigente più competente su tale problematica.
- La formazione. Un bel dilemma. Intanto occorre chiarire il problema. Alle scuole con le Direttive ministeriali è stato dato l’invito a studiare, conoscere e attivare ricerca-azione sperimentale in merito al curricolo. Quindi è improprio, da parte delle scuole richiedere formazione sulle Indicazioni, oggi è il momento della riflessione della sperimentazione del curricolo, è la fase dove le scuole sono invitate a “testare” il prodotto. Quindi se formazione di deve essere a supporto dell’ approfondimento, a sostegno della sperimentazione, supportare laboratori di ricerca. La formazione sulle Indicazioni , forse, si metterà in campo una volta che saranno licenziate le Indicazioni che sono il frutto dei due anni di sperimentazione. In tal modo si affronta anche un problema che ho sentito agitare da parecchi operatori scolastici: dureranno queste Indicazioni con un nuovo ministro? Il problema non esiste. La cabina di regia presenterà al nuovo Ministro quanto le scuole hanno fatto fino ad ora, farà valutare dal nuovo responsabile del ministero i risultati delle rilevazione fatte dall’ INVALSI chiederà se la nuova dirigenza desidera aumentare, diminuire, sospendere il periodo di sperimentazione. Il nuovo ministro non ha nemmeno da sciogliere la commissione che ha redatto le Indicazioni: è già sciolta e potrà liberamente , secondo tempi da lui decisi nominare una nuova commissione che , è auspicabile, ( sarebbe in caso contrario uno schiaffo fatto a moltissimi insegnanti e dirigenti che da un anno lavorano sulle Indicazioni) tenga conto dei prodotti delle scuole e scriva il testo definitivo delle Indicazioni. Ma ritorniamo alla formazione. La cabina di regia ha chiesto la consulenza dell’Agenzia Scuola ( ex INDIRE, ex BDP)e insieme si è deciso di strutturare una formazione alle scuole con due fasi:
a) una fase di formazione- informazione offerta ( quindi non obbligatoria) a tutte le scuole utilizzando la piattaforma on-line
B) scegliendo 300- 350 scuole rappresentative del panorama scolastico che abbiano già iniziato percorsi di sperimentazione delle Indicazione attivando ricerca- azione sul curricolo. Tale formazione di supporto sarà eseguita sia con interventi in presenza sia con supporto on – line.
Per capire le modalità di scelta delle scuole che avranno formazione, per tarare i contenuti della formazione stessa nonché i tempi, per condividere speranze e timori. La cabina di regia insieme al direttore dell’agenzia Scuola dott. G.Biondi e alcuni sui collaboratori ha realizzato dei seminari di studio interregionali ( Campobasso, Torino, Firenze, Milano, Roma) dove sono stati invitati uno o più rappresentanti dei nuclei regionali, rappresentanti delle associazioni professionali per discutere e condividere una proposta elaborata dall’Agenzia scuola.

Il lavoro della Cabina di regia e del gruppo di coordinamento nazionale è stato intenso ma anche denso di soddisfazioni poiché incontrando i nuclei a supporto delle Indicazioni, incontrando gli insegnanti obiettivamente si è riscontrato una grossa apertura di credito rispetto alle Indicazioni “ Cerueti”. Ci sentiamo per un’ulteriore puntata dopo il 15 aprile.
Aladino tognon

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