Normativa
La scuola e i comuni non sono ancora “vaccinati”
Pubblicato il 27 Agosto 2017 (202 letto)
Ma era davvero indispensabile rendere obbligatorie dieci vaccinazioni, quando nella maggioranza dei paesi occidentali le vaccinazioni sono solamente “raccomandate”? A questa domanda troveremo risposta nel giro di qualche anno quando conosceremo i dati della copertura vaccinale raggiunta e gli esiti di alcune ricerche oggi in corso.

Ed era davvero necessario far decorrere tale obbligatorietà a partire dal prossimo 10 settembre, per gli utenti dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia, e dal prossimo 31 ottobre, per gli utenti degli altri ordini e gradi di scuola? A questa domanda si può, invece, rispondere immediatamente affermando che le indicazioni di legge sulla decorrenza dell’obbligo e sulle sue modalità attuative sono sicuramente sbagliate.

E non sono le sole scelte incoerenti e illogiche contenute nel testo della legge. Elenchiamone alcune e vediamo cosa potrà accadere, nelle prossime settimane, in tutta Italia.

Innanzitutto si deve parlare della “norma transitoria”. La legge entrerà a regime dall’a.s. 2019/2020 e, da tale anno, i genitori non dovranno procurarsi né produrre alcuna certificazione né autodichiarazione. Le scuole invieranno gli elenchi degli alunni alle Asl che faranno tutti i controlli e prenderanno contatto con chi non è in regola, sollecitandolo a provvedere. Solo i nomi di coloro che non si metteranno in regola saranno trasmessi, dalla Asl alla scuola, per gli adempimenti conseguenti.

Questo procedimento, come appena descritto, appare troppo logico e semplice, per non essere messo in discussione dal fatto che molte Regioni e molte Asl non sono pronte ad affrontare i compiti che sono loro affidati ed è così che nasce la “norma transitoria” con la quale si dispone che, per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019, tutti i genitori (si parla di più di 5 milioni di famiglie, in pratica tutta Italia) debbano procurarsi dei certificati o delle auto dichiarazioni e debbano portarli alla scuola. Scuola che, senza possedere né le competenze né il personale, dovrà verificare “entro dieci giorni” e inviare alla Asl i nomi di chi non è in regola. Grande invenzione all’italiana! La burocrazia non è pronta? Se ne occuperanno direttamente i cittadini.

Un’altra questione è la previsione secondo la quale la regolarità della situazione vaccinale è diventata requisito d’accesso per il nido e l’infanzia ed è criterio per la formazione delle classi per gli altri ordini di scuola. Manca pochissimo tempo all'inizio delle attività delle scuole e dei nidi e non è ancora chiaro se e come potrà essere attuata, in questo primo anno e poi anche nei successivi. Volendo applicarla alla lettera, pare che (pare, perché poi tra le righe si trova sempre il modo di uscirne) si dovrebbe arrivare a marzo e rimandare a casa le bambine e i bambini “irregolari” già inseriti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, senza neppure attendere la fine dell’anno, e si dovrebbero “isolare” in un'unica classe, se possibile interamente di non vaccinati ma comunque in un’unica classe, tutte le alunne e gli alunni “irregolari” inseriti negli altri ordini di scuola.

Viene da chiedersi: era davvero necessario arrivare a misure così drastiche e dispotiche, in un paese civile nel terzo millennio? Abbiamo già preso atto che siamo un popolo di immaturi e che è necessario, su questo tema, instaurare un clima da caccia alle streghe per ottenere un qualche risultato?

Un’ultima questione, ma l’analisi potrebbe non fermarsi qui, è la grande confusione che stiamo osservando in questi giorni nei quali si susseguono iniziative locali di semplificazione (per tentare di mettere una toppa a una norma al momento inapplicabile) per cui non si capisce più chi deve fare cosa. Cinque regioni (Liguria, Piemonte, Marche, Umbria, Emilia Romagna) invieranno a casa i certificati a tutti i genitori che, di conseguenza, dovranno fare solo la coda alla scuola, per consegnarli assieme all'eventuale autocertificazione per i vaccini mancanti e alla prenotazione per effettuarli. La Toscana ha deciso di anticipare la legge e ha previsto che i genitori non devono fare proprio nulla, in quanto le scuole invieranno gli elenchi degli alunni alle Asl le quali controlleranno e, poi, contatteranno solo chi deve mettersi in regola (ma ci viene detto anche che questa soluzione di buon senso potrebbe essere cancellata dal garante della privacy in quanto, al momento, potrebbe non essere possibile aprire le banche dati tra scuole e comuni).

In tutte le altre regioni, per adesso, ci si mette in fila prima dall'Asl e poi alla scuola. Altro pastrocchio, attualmente in corso, riguarda l'immediata applicabilità, o meno, della previsione secondo la quale gli utenti non in regola del nido e della scuola dell’infanzia, devono essere allontanati dal servizio. Alcune regioni la interpretano così, come pare dire letteralmente la legge; altre hanno già detto che nel periodo transitorio non si applica. Esemplare il caso Lombardia, dove Regione e Comune si sono schierati su fronti opposti e si stanno scontrando pubblicamente.

In questa situazione, a dir poco caotica, non sono poi molti, anche tra le principali testate, che evidenziano in modo critico quel che sta accadendo. Il clima che si è creato sui vaccini, verrebbe da dire, tende a produrre un certo silenzio/assenso anche nei mezzi di comunicazione.

Solo dalle scuole e dai comuni, si levano forti proteste: denunciano l’ingestibilità della situazione tutti i sindacati della scuola e molti dirigenti scolastici, ricordando il dettato costituzione sul diritto allo studio, mentre, con non poco coraggio, il presidente dell’Anci dice apertamente: “Stiamo rischiando di mandare un intero paese a spasso a caccia di certificati” e cioè, avremo “cittadini costretti a pagare con il loro tempo le inefficienze e i ritardi di alcune pubbliche amministrazioni”.

Verrebbe da dire che, per nostra fortuna, le scuole e i comuni non sono ancora “vaccinati” alle irrazionalità di alcune scelte e riescono a rifiutare di starsene in silenzio, incuranti di qualche moderno rogo che potrebbe loro essere riservato.
Indice :: Stampa
Cerca
Menu principale
Contattaci
Login
adidas superstar 80s metal toe white adidas superstar marroni adidas superstar xeno grey superstar rosse e nere superstar scarpe grigie superstar rosse nuove