Normativa
Istituti comprensivi: la lotta del Don Milani di Lamezia Terme
Pubblicato il 29 Luglio 2010 (287 letto)
Gli istituti comprensivi, com'è noto, quando lavorano bene, rappresentano la migliore realizzazione della continuità didattica per tutto il primo ciclo dell'istruzione. Un'unica direzione scolastica ed un unico collegio dei docenti seguono il percorso educativo degli alunni dalla scuola dell'infanzia fino all'orientamento per la scelta della scuola superiore. Purtroppo, in alcuni casi, le operazioni di accorpamento (dimensionamento) sono state operate dall'alto e gli istituti, pur assumendo la configurazione giuridica della "comprensività", continuano ad operare con plessi scolastici e collegi di docenti che mantengono vivi i tradizionali steccati tra i vari ordini di scuola.
Diversamente, quando si realizza un reale raccordo tra i diversi segmenti, un profilo unitario dai 3 ai 14 anni, un lavoro sul curricolo unitario che investe i diversi ambiti disciplinari e modelli flessibili di utilizzo del tempo scuola, dell’organizzazione dei gruppi di alunni, dei prestiti professionali tra gli insegnanti.... allora siamo in presenza di una scuola davvero di qualità.
E' questo il caso, tra i tanti, dell'Istituto Comprensivo Don Milani di Lamezia Terme. E lo dimostra l'attaccamento, con la dirigente scolastica e con il collegio dei docenti, che mostrano tutti i genitori che stanno portando avanti una battaglia per evitare che i loro figli, per motivi assolutamente burocratici, debbano cambiare istituto tra le scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado. Riportiamo, a seguire, due scritti della dirigente Maria Miceli, alla quale esprimiamo tutta la solidarietà di Scuolaincomune.

(seguono alcuni scritti da www.barbiana.it)

CARISSIMI EDOARDO, ALDO, NEVIO, NANNI, ROSY, STEFANIA, GEGE', GIANFRANCO, MARIA ROSARIA...

A volte mi chiedo perché mi sono cacciata in questa cosa più grande di me.
Mi sentivo così sicura, ma ora mi accorgo che mi sono illusa di
poter combattere per l’affermazione di principi in cui solo in pochi ormai crediamo.
Sono quasi alla fine della mia carriera.
Avevo appena 18 anni quando, seguendo Don Milani
e le esperienze del Movimento di Cooperazione Educativa
mi affacciavo alla professione di insegnante.
Da insegnante, prima, e da dirigente ora,
ho sempre cercato di non perdere di vista il bene degli alunni ed i loro bisogni.
Oggi, dopo dieci anni in questa sede di Lamezia Terme, mi trovo a combattere,
insieme ad un gruppo di genitori che si sono affidati a me,
per far rispettare il diritto alla libertà di scelta, il diritto dei bambini ad un percorso unitario,
lottando contro un’amministrazione scolastica lontana dalla scuola vera,
contro una politica (anche quella di sinistra, quella della mia città)
che ha smarrito la strada e si sta omologando verso il basso,
distinguendosi ormai nella difesa del più forte (vedi vicenda dimensionamento).
Per la scuola, oltre i genitori, si sono mobilitati tutti:
la parrocchia, l’ intero quartiere con le sue associazioni.
Io ho riflettuto molto e credo che al punto in cui sono non posso tornare indietro,
costi quel che costi.
Ho accolto le domande di iscrizione dei genitori
e ora ho due prime medie in più in organico a Platania,
ma con l'idea di poterle far funzionare a Lamezia
e qui cominciano i problemi.
Vi allego una memoria dei fatti.
Un abbraccio
Maria

MEMORIA DEI FATTI

A seguito delle operazione di dimensionamento lo scorso anno siamo diventati Istituto Comprensivo su due comuni. L’Istituto comprende: tre Scuole dell’Infanzia ed una Scuola Primaria nel comune di Lamezia Terme e due Scuole dell’Infanzia, due Scuole Primarie ed un solo corso di Scuola Media nel comune di Platania, distante dieci chilometri da Lamezia.
Nel quartiere del centro storico di Lamezia, dove si trova la sede del Comprensivo con la Scuola Primaria (300 alunni) e la Scuola dell’Infanzia (95 bambini), fino all’anno scolastico 2003-2004 funzionava una Scuola Media, la più antica della città, poi sacrifica, in un operazione di miope dimensionamento, per salvare l’autonomia di un’altra Scuola Media.
L’opera della nostra scuola ha contribuito alla rinascita del quartiere, accoglie alunni stranieri e alunni rom, interagisce con il territorio e ha un eccellente rapporto con i genitori.
Al momento delle iscrizioni, 46 genitori delle quinte classi della Scuola Primaria di Lamezia Terme hanno presentato domanda di iscrizione esprimendo la volontà che i propri figli continuassero il loro percorso educativo nel nostro Istituto Comprensivo. Il comune ha accolto le loro richieste e con una delibera di giunta, del 15 gennaio 2010, inviata all’USR, ha chiesto l’autorizzazione al funzionamento di una Scuola Media mettendo a disposizione i locali e accollandosi le spese necessarie. Il comune di Lamezia Terme inviava la delibera in data 26 gennaio 2010.
Non ricevendo alcuna risposta, il giorno 8 febbraio, veniva inviata, questa volta a cura della sottoscritta, all’USR, ed all’USP, tutta la documentazione: delibera del Consiglio di Istituto, documento dei genitori, n.46 domande di iscrizione, relazione della psicologa sulla necessità che gli alunni continuino il percorso intrapreso, soprattutto quelli in situazione di disagio, le mie motivazioni, la delibera del comune.
Interpellati gli ispettori, Blandino e Torchia, hanno confermato la necessità di rispettare il diritto allo studio degli alunni e, rispetto alla procedura, la ritenevano corretta perché non si configurava come un’operazione di dimensionamento, per cui non era necessario né l’intervento della Provincia né quello della Regione).
L’USR, negava l’autorizzazione.
Questo diniego viene notificato alla scuola e non anche al Comune di Lamezia Terme.
Preso atto del diniego, la sottoscritta ne chiede il ritiro, perché lesivo del diritto degli alunni a restare nel proprio Istituto, come appare chiaro nella c.m. del 15 gennaio 2009, avente per oggetto: ”Iscrizioni alle scuole dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione”, dove si legge: “negli Istituti Comprensivi l’iscrizione degli alunni alla Scuola Secondaria di primo grado avviene d’ufficio”, per noi non è una nuova Scuola, ma una diversa articolazione dell’unica Scuola Media dell’istituto.
E’ evidente che viene meno il diritto alla parità di trattamento degli alunni: solo gli alunni della Scuola Primaria d San Teodoro, infatti, se lo vogliono, non possono continuare a studiare nel proprio Istituto, con un percorso di studi unitario, perché l’unica Scuola Media si trova a Platania a dieci km di distanza.

Alla mancata risposta dell’USR, viene convocata un’assemblea dei genitori per informarli del diniego.
L’assemblea si tiene il 24 febbraio 2010, i genitori, informati e consapevoli, decidono di confermare le iscrizioni all’Istituto Comprensivo "Don Milani".
Il 3 marzo 2010 viene convocato il consiglio di Istituto che prende atto della decisione dei genitori di scrivere propri figli all’unica Scuola Media funzionante nell’Istituto Comprensivo
e delibera di chiedere, ai sindaci dei Comuni di Platania e di Lamezia Terme, di sottoscrivere un accodo per consentire che agli alunni di Lamezia Terme di poter continuare il proprio percorso formativo presso i locali che il Comune aveva messo a disposizione con la delibera del 15 gennaio
2010.
I due sindaci danno parere positivo.
Da qualche giorno, da quando è stato reso noto l’organico, si è scatenato, da parte di due Scuole Medie, presso cui si sarebbero iscritti i nostri alunni, se non avessero scelto di restare nel proprio Istituto, un violento attacco a me, perchè avrei “illuso” i genitori: non è possibile che due classi della scuola media funzionino a Lamezia perché si tratta di una nuova scuola e non di un’articolazione di una stessa scuola all’interno di un Istituto Comprensivo, e al sindaco di Lamezia che sostiene quest’operazione per la difesa dei diritti degli alunni.

Questi sono i fatti.
Si tratta ora di capire se l’aver sostenuto i genitori e aver accolto le domande di iscrizione con l’idea di chiedere ai sindaci un accordo affinché gli alunni di Platania frequentino a Platania e quelli di Lamezia presso l’edificio a Lamezia, dal momento che si tratta di un unico Istituto, è possibile senza che io sia ritenuta responsabile di aver creato un nuovo plesso di Scuola Media.
Non so se sono stata chiara, la vicenda è un po’ complessa.
Io mi chiedo: quando nasce un comprensivo nasce, automaticamente, se i genitori lo vogliono, il diritto degli alunni a continuare il proprio percorso formativo nello stesso Istituto?
Possono gli alunni essere trattati in modo diverso dagli alunni degli altri Istituti Comprensivi?

APPELLO DELLE FAMIGLIE

Ogni famiglia ha diritto a scegliere liberamente la scuola per i propri figli

Noi genitori degli alunni della scuola primaria di San Teodoro dell’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani ” di Lamezia Terme, funzionante su due comuni, Lamezia Terme e Platana, in nome del diritto di scelta delle famiglie, volendo garantire ai nostri figli un percorso formativo unitario, dai tre ai quattordici anni, diritto garantito a tutti gli alunni degli Istituti Comprensivi, a conclusione della scuola primaria, abbiamo iscritto i nostri figli all’unica scuola media del nostro Istituto, quella di Platania. Tutto ciò, a nostro avviso, non è lesivo degli interessi di alcuno, ma riconosce, al contrario, parità di trattamento dei nostri figli.
Con un documento del Collegio dei Docenti un Istituto Comprensivo della città si nega tale diritto in nome di una gratuita connessione di causa-effetto tra la mancata iscrizione degli alunni della scuola primaria di San Teodoro e la contrazione dell’organico di quell’Istituto.
Facciamo appello, a quanti hanno a cuore il rispetto del diritto ad aver assicurata la continuità didattica e formativa nel proprio Istituto Comprensivo, a quanti credono che ciò rappresenti uno strumento per assicurare il successo formativo ed arginare il fenomeno della dispersione scolastica dei soggetti deboli in un quartiere a rischio per i numerosi casi di disagio e per la presenza di stranieri soprattutto dell’est, per la mancanza di strutture e di centri di aggregazione. L’istituzione scolastica, con un impegno costante sul territorio, ha contribuito alla crescita dell’intero quartiere ed al suo rilancio culturale attraverso un’offerta formativa che ha visto le famiglie protagoniste, a fianco della scuola, di ogni iniziativa. Per tale motivo pensiamo che sia necessario non disperdere tale patrimonio dando agli alunni della scuola primaria la possibilità di continuare la loro crescita umana e culturale in un clima carico di empatia dove i valori dell’impegno sociale e dell’inclusione sono al primo posto.
Proprio per difendere questa ricchezza di rapporti umani, sociali e culturali, per continuare le numerose collaborazioni con Associazioni ed Enti che, a fianco della scuola, hanno lavorato per intervenire sul disagio, contro la dispersione scolastica, vogliamo affermare che la scelta dell’Istituto da far frequentare ai nostri figli è solo ed esclusivamente nostra, consapevole e ponderata, dettata solo ed esclusivamente dalla necessità di avere una continuità didattica per i nostri bambini, perché siamo convinti che continuare a studiare nella stessa scuola, con lo stesso metodo e con la stessa impostazione sia la chiave del successo scolastico e la migliore garanzia contro l’abbandono e la dispersione per questo chiediamo alle Istituzioni di sostenere la nostra battaglia di civiltà e di democrazia.
La creazione di un istituto comprensivo, sia pure articolato su più plessi e su due comuni, crea automaticamente il diritto, per chi lo desidera, ad un percorso educativo unitario dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado. E’ appunto questo che rivendichiamo: il rispetto dei nostri diritti primo fra tutti il diritto di scegliere l’offerta formativa più consona alle esigenze dei nostri figli. Se l’offerta formativa dell’I.C. Don Milani, basata sull’accoglienza, sull’integrazione, sulla partecipazione diretta delle famiglie al percorso formativo dei bambini ci convince pienamente ed ha il nostro pieno apprezzamento, non si vede perché dobbiamo rivolgerci altrove? L’I.C. Don Milani è articolato in scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado: in base a quale logica si dovrebbe impedire ai nostri bambini di continuare a studiare nella propria scuola? Ciò che è possibile per tutti gli alunni che frequentano gli Istituti comprensivi della città perché deve essere precluso ai nostri figli?
Vogliamo continuare ad avere la possibilità di affidare i nostri bambini ad un istituto in cui sono accolti e seguiti dalle 7.30 del mattino al pomeriggio inoltrato, in cui si realizzano attività integrative coerenti ed accessibili a tutti, in cui si realizzano corsi di lingua inglese all’estero a costo zero per le famiglie, in cui è possibile fare musica o attività sportive dopo la scuola, in cui anche in estate si programma e si progetta qualcosa per non lasciare i bambini da soli davanti al computer o alla televisione mentre i genitori lavorano. Già adesso tra gli iscritti all’I.C. Don Milani ci sono bambini che vengono da tutta la citta e da comuni del comprensorio, addirittura da Catanzaro, distante 35 chilometri da Lamezia.
Da diversi anni, ormai, la percentuale di alunni provenienti dal quartiere storico di San Teodoro che si iscrive all’I.C. Don Milani, per un naturale fenomeno di decremento demografico dei centri storici, è andata via via diminuendo, mentre sono aumentati gli alunni provenienti da altri quartieri della città, i quali, al termine della scuola elementare, scelgono di iscriversi presso la scuola media del quartiere di origine.
Tutto ciò avviene perchè I GENITORI SCELGONO L’OFFERTA FORMATIVA CHE RITENGONO PIU’ RISPONDENTE AI BISOGNI DEI PROPRI FIGLI SENZA TENERE CONTO DEI POLI SCOLASTICI.
Il Comune di Lamezia Terme ha concesso ilocali dell’ex museo archeologico all’I.C. Don Milani per “attività culturali e sociali”. La scuola li adopera proprio per questi fini: sono tante le attività che in essi si svolgono con il coinvolgimento delle associazioni per realizzare obiettivi comuni con il territorio e coinvolgere le famiglie.
Vorremmo fosse chiaro a tutti che non si pensa ad un altro plesso ma ad una diversa articolazione delle classi: la scuola media dell’I.C. “Don Milani è una. Quello che abbiamo chiesto al Comune è una scelta di democrazia perché tutti hanno gli stessi diritti: gli alunni della scuola primaria che frequentano al Don Milani sono uguali a quelli che frequentano tutti gli altri Istituti Comprensivi devono avere la possibilità di restare nel proprio Istituto se lo vogliono e gli aggravi di spesa, se ci sono, sono funzionali all’esercizio della democrazia.
Noi genitori del Don Milani entrando nell’edificio di San Teodoro siamo colpiti da un grande aquilone su cui è fotografato un volto: è il volto di Islam un alunno curdo che tre anni fa è sparito nel nulla. Tutti noi siamo convinti che se avesse avuto la possibilità di continuare a frequentare, dopo la quinta elementare, nello stesso istituto, oggi sarebbe con noi.
Questa è la nostra battaglia di civiltà e di democrazia in uno stato di diritto che non ha figli e figliastri.




Indice :: Stampa
Menu principale
Contattaci
Login